Gommalacca Teatro

Che cosa ho imparato da #lascenalucana in giro tra Basilicata e Lombardia
Ottobre 2016.
Con #reteteatro41 e il Consorzio Teatri Uniti di Basilicata abbiamo scommesso su un progetto #lascenalucana. Cinque compagnie, cinque spettacoli, molti linguaggi, sette teatri, un rete: #reteteatro41. Abbiamo girato per la Basilicata tra Avigliano, Matera, Potenza, Lavello, Moliterno, Oppido, Melfi. Non solo, siamo stati ospiti, questa volta in due compagnie con due spettacoli differenti, di un Festival Internazionale mantovano per bambini e ragazzi, con tutta la compagineartistica e organizzativa.
Cosa ho imparato? Niente.
Se intediamo il verbo come nella frase “impara la lezione la prossima volta”. Sarebbe meglio intendere il verbo per ciò che significa davvero.
Acquisire cognizione. Ho acquisito cognizione dei pensieri e pratiche dei miei colleghi.

Foto Teatri Uniti di Basilicata

Ho avvertito, in tutti, il senso del voler fare bene per questa Regione e per il nostro lavoro artistico e pedagogico. Ho scoperto che il giudizio che esclude a priori la voglia di “acquisire” dalle esperienze altrui può essere volgare, sciocco e molto ignorante.
Al contrario ho letto di chi, tra l’avere ragione ed essere gentile, ha scelto la gentilezza, perché i processi sono lunghi e le messe e a fuoco complicate soprattutto in una terra così forzosamente isolata.
Ho vissuto un’esperienza d’integrazione artistica inaspettatamente… Divertente (dico non immaginavo di farmi tutte quelle risate). Ho ascoltato il mio cuore e non ho avuto paura di arrivare fino in fondo, anche quando il fondo sai bene che è sdrucciolevole (per gli ignoranti dellalingua italiana, la parola significa: di superfice che difficilmente consente l’equilibrio perché viscida e levigata).
Noi tutti ci muoviamo solo su superfici simili. Viscide e levigate dal passeggio di molti altri che t’hanno preceduto.
Alle volte diventa più semplice attraversarle solo perché… ci hai fatto il callo.
Quel callo è pericoloso.
Il “callo” può farti viaggiare con troppa sicurezza, o addirittura, farti sottovalutare la sdruciolevolezza (sostantivo femminile previsto dalla grammatica italiana).
Ecco direi che questo l’ho imparato.

Foto Festival Segni D’Infanzia
Nonostante tutto, l’unica cosa che mi rimane è quell’ebrezza. La vertigine di quel momento in cui i tuoi piedi si staccheranno da terra e ti ritroverai con le natiche al suolo, a ridere o a piangere del tuo capitombolo. Dipende da quanto “brucia” la botta o la ferita.
Ma io amo il fallimento, stare con lui e ricominciare. Questo è ciò che mi ha donato EmmanuelLavallée dieci anni fa.
Ho amato sentire viva dentro di me quella forza di rifare, e disfare, ricominciare, eccitarmi e abbattermi, e credere ancora in uno sguardo, il mio.
Tutto ciò che ho è questo.
Questo è il mio patrimomio.
Questo è, ciò che non si vede, che genera e rinnova.
Ho lasciato che le parole e le sensazioni si facessero spazio dentro di me senza giudicarle, davvero a quarant’anni è finalmente possibile.
Non ho avuto paura.
E non ne avrò più.
Emmanuel dice: La fretta è figlia della paura, nella paura non c’è respiro.
Ho respirato.
È tutto un fatto di amore, forsennato, estremo, fragile amore.

Special Thanks to:
W. Shakespeare, Gilgamesh, Erythraeum Band, #reteteatro41, Abito in Scena, Gommalacca Teatro, IAC, L’Albero, Compagnia Petra, Consorzio Teatri Uniti di Basilicata, Raffaele Perillo e Vito, Adriano Còrona al contrario D’Ecclesiis, Angelo Deus ex machina Piccinni, Andrea Enkidu Santantonio, Mimmo Gilgamesh Conte, Paolo Respiro delle luci Baroni, Francesca Lisbona&Dino Quaratino (prima le donne please), Vittoria Wonder Smaldone, Chiara Folinea, e il generatore di bellezza Yuri teppista Conte. And me, of course, perché ancora la mia CAPAGIRA.

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Carlotta Vitale

Carlotta Vitale (Milano, 1975) attrice, autrice, trainer è co-fondatrice della compagnia Gommalacca Teatro. È responsabile nella compagnia di progettazione, sviluppo e ricerca in materia di formazione del pubblico e coinvolgimento dei cittadini, attraverso la contaminazione del teatro, la rigenerazione e le arti. Sviluppa progetti educativi finalizzati all’approfondimento dei metodi non formali di approccio artistico, alle metodologie di co-creazione in molteplici contesti: direzione didattica e insegnamento nei laboratori di ricerca scenica della compagnia denominati “La Klass”, Istituti Penali per Minorenni, Centri diurni, scuole primarie e secondarie, contesti urbani e forme di identità, contesti sociali conflittuali per religione ed etnie. Si occupa dell’ideazione e direzione di due differenti progetti europei sviluppati per le due Capitali Europee della Cultura 2019: Matera e Plovdiv (Bulgaria). Matera con “Aware – La Nave degli Incanti” e Plovdiv con “aWeAre – IO/NOI”. Cura le relazioni internazionali della compagnia e le nuove collaborazioni per affrontare le sfide culturali, civiche e politiche della società. È co-fondatrice del network #reteteatro41. Nel 2020 viene pubblicato per i tipi di Editoria&Spettacolo il volume “Aware – La Nave degli Incanti, progettare e realizzare idee e sogni d’arte collettiva oggi” di cui è co-curatrice e autrice insieme a Renzo Francabandera e Elena Lamberti, con i contributi tra gli altri di Ilda Curti, Martina Bacigalupi, Lucio Argano. È laureata con lode in Lettere Moderne, specializzata in Teatro per le Professioni Educative e in Innovazione Culturale con l’Università di Bologna e San Marino.