Premio Nuove Sensibilità 2011

  • prodotto dal Teatro Pubblico Campano
  • ideazione Carlotta Vitale con Mimmo Conte, Carlotta Vitale
  • allestimento scenico La Luna al Guinzaglio
  • tecnico luci Rafael Onorato
  • regia Mimmo Conte

Note di regia

Il processo di addomesticamento è duplice e contemporaneo tra i personaggi e gli attori di questa storia.
Un uomo e una donna si incontrano e si scelgono casualmente senza saperlo. Tutto intorno rimane identico a se stesso e si trasforma; se si lasciano andare ad una scelta tutto si ingrandisce nello spazio, si amplifica. Si conosceranno nell’abitudine e nella cerimonia, in quei momenti condivisi per scelta o per forza, in cui due esseri umani decidono di addomesticarsi, così come gli attori cercheranno di addomesticare se stessi per vivere ciò che raccontano, fino a sforzarsi con l’anima e il corpo di essere insieme cosa tale di parole e sensazioni, cosa altra dalla realtà, forse un desiderio, o forse un sogno.

 

Il Gusto dell’Intimità, progetto che ha portato la compagnia Gommalacca Teatro a vincere il premio Nuove Sensibilità 2010/11 e co-prodotto con il Teatro Pubblico Campano è la storia di una relazione come tante. Due singoli con i loro fallimenti e il fallimento della loro coppia, fanno i conti con ciò che hanno desiderato e non hanno realizzato. Il rapporto di coppia, lo sconfinamento, l’iperbole dell’immaginazione, lo stato di mezzo, il ridicolo, sono i temi dello spettacolo e si offrono come strumento per smontare i formalismi delle relazioni attraverso il linguaggio della commedia.

"una beffarda e acuta descrizione di un rapporto di coppia. Dialoghi e situazioni surreali, siparietti amaramente comici, luci sferzanti o proiezioni di sequenze felliniane costruiscono un ritratto della relazione uomo-donna certo ferocemente satirico eppure disperatamente struggente." Hystrio 4/2011 – Laura Bevione

Hystrio 4/2011

Laura Bevione

“Lo spettacolo si muove su due livelli: storico e teatrale. L'aspetto storico ci renderà puntigliosi talvolta ma anche... divertenti! Il linguaggio della teatralità sottolinea la vitalità e le contraddizioni della storia italiana risorgimentale. Garibaldi ne esce meno brillante (lui che vendeva il suo nome per fare pubblicità ai biscottini inglesi!), il mondo dei briganti ne guadagna in verità e sincerità. Il teatro scorre veloce, ritmato, danzante talvolta e cinematografico nella sua gestualità, così da parlare ad un pubblico largo composto da adulti e bambini, per rendere sempre presente una storia affascinante”

Emmanuel Gallot‐Lavallèe

Parco della Grancia 2009