#go&see n.3
#go&see n.3 Cose da NON fare per il 2019
ottobre 10, 2017
Il metodo Linklater sulla voce naturale incontra LA KLASS!
novembre 11, 2017

È inziata la KLASS. E tu come lo chiameresti un posto così?

“La nostra non è una scuola, perché la parola scuola è noiosa” ha detto Niccolò allievo de LA KLASS Kids, mentre ricominciava a fare teatro nel nostro laboratorio di ricerca scenica. L’anno di teatro è iniziato e non ci annoieremo per niente.

La “KLASS” è il nome più breve che nel 2012 abbiamo individuato per esprimere una sensazione simile a quella che avverte il nostro piccolo Niccolò, ovvero il non-riconoscimento di un valore nella parola “scuola”, che potesse esprimere ciò che, secondo il nostro punto di vista, si vive quando si fa teatro.

Non è facile che le persone lo comprendano fino in fondo, per alcuni potrebbe non significare nulla o risultare superfluo e insensato, o anche insolito e quindi stimolante; e le KLASS sono tante, composte da una varietà di persone dai 6 ai 65 anni!

In origine “Scuola” aveva lo stesso singnificato di “Otium” per i latini, ovvero il libero e piacevole uso delle proprie forze, soprattutto spirituali, indipendentemente da ogni bisogno o scopo pratico. Molto più tardi la scuola ha assunto il significato di istituzione, luogo di educazione, metodi e studio.

Nelle KLASS molto cose si ritrovano tra metodi, studio e educazione (nel senso di “tirare fuori”) e capita che la classe appunto assuma un aspetto simile alle classi che conosciamo: si elaborano alcune regole adatte a tutelare il gruppo, si sperimenta il corpo per liberarlo dai movimenti condizionati di sempre, si ascolta il proprio silenzio, si lavora da soli e collaborazione, e molte volte non si capisce niente… perché la cosa più eccitante è seguire il flusso del compagno a pochi centimetri da te.

La KLASS è il luogo in cui si può scomporre un gesto in 10/20/50/100 movimenti, è il luogo in cui il fallimento ha un significato positivo, perchè è la fragilità il nostro patrimonio.

Ne la KLASS non ci sono buoni o cattivi, né bravi o meno bravi, e nessuno tra i docenti proporrà un ruolo o un’identità su cui lavorare che sia non sia stata condivisa con i partecipanti nel percorso di ricerca.

Ne la KLASS è possibile che se non si riesce e vedere la strada qualcuno vi suggerisca cosa fare e accade che la maggior parte delle criticità si risolvano insieme o può succedere che alcune rimangano critiche, in questo caso le soluzioni sono due: si decide di cambiare, o si va avanti. Alla fine tutto si ricorderà a cena ridendo a crepapelle.

Può capitare di tutto: di soffrire, di gioire, di non capire e di prendere le distanze.

Accade così tanto tra le persone, quel tanto che puntualmente manda all’aria i piani, stravolge un metodo, mette in crisi una domanda, e soprattutto quel tanto accade tra persone in cerchio, occhi negli occhi, per davvero, mentre fuori piove e lo spazio in cui ti trovi è il tuo giardino segreto.

E tu come lo chiameresti un posto così?

LA KLASS è iniziata, buon laboratorio di ricerca scenica 🙂